Etna

Non potevo non rendere omaggio a un elemento così potente, tanto amato quanto odiato da chi vive lungo i suoi pendii. Da questa riflessione nasce ETNA, un servizio di piatti da portata disegnato da Andrea Branciforti nel 2005. La sua composizione, formata da cinque piatti e una ciotola posta sulla sommità come contenitore, richiama la silhouette del vulcano più iconico della Sicilia.

“Ogni elemento può essere utilizzato singolarmente durante il servizio e, una volta terminato il pranzo, ricomporsi in un’unica forma scultorea. Compatto, maneggevole e poco ingombrante, ETNA è uno scrigno che, piatto dopo piatto, si apre per svelare il suo contenuto, trasformando un servizio da tavola in un oggetto di design.”

Cinque piatti da portata e una ciotola si uniscono in un’unica forma ispirata al profilo dell’Etna. Ogni elemento vive una doppia identità: durante il servizio è parte della convivialità, mentre una volta ricomposto diventa una scultura domestica, uno scrigno che custodisce e rivela il suo contenuto piatto dopo piatto. Un progetto che trasforma un oggetto d’uso quotidiano in un’icona di design.

Materiali

  • Ceramica bianca smaltata e decorata a mano.

Caratteristiche

  • Design ispirato al profilo del vulcano Etna.
  • Elementi impilabili che compongono una scultura funzionale.
  • Decorazioni eseguite a mano, ispirate alla tradizione di Caltagirone.
  • Ogni pezzo è unico grazie alla lavorazione artigianale.
  • Ideale come servizio da tavola, centrotavola o oggetto decorativo.

Design Concept
ETNA nasce come omaggio al vulcano simbolo della Sicilia, una presenza imponente che da sempre rappresenta forza, memoria e trasformazione. Il progetto traduce questa immagine in un oggetto funzionale, dove ogni piatto costituisce una parte della composizione complessiva.

L’equilibrio tra funzione e forma permette al servizio di vivere due identità: aperto, accompagna la convivialità della tavola; chiuso, diventa una scultura domestica capace di raccontare il territorio e la cultura del design contemporaneo.

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